Rosa Rosæ è un impasto tra una Fran Lebowitz in menopausa, una Donna Haraway con il cuore a pezzi e un’Anna Karenina che ha letto Judith Butler.
Scrive con una penna rosa e sottolinea con un evidenziatore viola.
Non consola. Non risparmia. Non crede al lieto fine.
Non c'è Rosa ... senza spine!
Ma se siete fortunatə, saprà farvi ridere di voi stessə.
E questa, a volte, è la forma più sofisticata di amore.
Rosa Rosæ sono io!
Ho vissuto bene in molte città, ma ho amato male ovunque. Neanche a dirlo quindi, ho un debole per le relazioni sbagliate, non credo nell’anima gemella e pratico il ghosting come cura omeopatica alla dipendenza affettiva.
Non ho figli (e non credo di averne mai desiderati) ma in compenso ho avuto parecchi uomini, il che oggi mi rende piuttosto anche basta, grazie! e mi fa preferire l’imperfetta solitudine in una casa piena di libri, di gatti dispettosi che gironzolano tra i piedi e di rossetti rossi che metto anche quando mi trastullo in pigiama.
Ho sviluppato un’allergia cronica per gli aperitivi intelligenti (io sono intelligente, il mio aperitime è sciocco) e detesto chi dice io sono fatto così! come fosse un destino e non un limite alla propria evoluzione.
Ho insegnato antropologia per anni, finché non ho capito che studiare i riti degli altri era solo un modo elegante per non guardare i miei. Da allora ho iniziato a scrivere.
Scrivo, e dico pure, quel che penso con la pancia e con la testa. Il che la dice lunga sul mio approccio alla vita: irrazionale con metodo, lo avrebbe riassunto mio padre.
Nel tempo, quindi, ho smesso di cercare l’amore e ho cominciato a inventariare storie altrui. Mi piace ascoltare, giudicare in silenzio (sì giudicare!) e poi rispondere con la tenerezza di una ghigliottina. Nelle mie rubriche non troverai carezze né indulgenze, ma lucidità, sarcasmo e la più rara delle medicine: la verità detta bene.
Non credo in alcun dio, ma ho i miei credi: credo che il sesso non sia più piacere ma ossessione e che il consenso non sia tenuto in gran conto; credo che molte donne siano più sole del necessario e che molti uomini siano meno interessanti di quanto non credano; credo che certe relazioni siano come l’omelette e, se ci metti troppi ingredienti, si smonta tutto.
Ho letto Lacan, ma ultimamente preferisco perdermi, letteralmente, ripassando le chat di WhatsApp alle due di notte.
Ho frequentato molti salotti buoni ma, ad esser sincera, mi trovo più a mio agio tra i rottami emotivi. Perché, e qui vi svelo un segreto, dopo anni di psicoterapeuti e analisti, ho scoperto di preferire alle sedute interminabili e inefficaci (almeno così mi son sempre parse) l’ironia: è gratis e dà reali benefici.
Ho imparato sulla mia pelle che è tutta una balla quella cosa della crescita personale; esiste solo la crescita selettiva: imparare a dire no!, a chiudere la porta e a buttare via i fiori secchi.
Battetemi pure un colpo, ne avrò piacere. Ma per quanto possa provare empatia, io, Rosa Rosæ, non faccio sconti.
Vostra per sempre,
Rosa Rosæ