L’Insalata pantesca è una cosa seria: non fa scenate, non si traveste da gourmet, non si vergogna dell’olio che cola.
È cucina di isola: quella che nasce dove il mare decide e tu ti adegui.
Lo sgombro, poi, non è il tonno fighetto né il salmone da brunch domenicale. Lo sgombro è quell’uomo lì: quello affidabile, ruvido, con qualche spigolo e un passato che sa di porto.
Non ti promette niente, ma se resta… resta davvero. E soprattutto, nutre.
Lo scelgo quando sono stanca dei flirt leggeri come bollicine sgasate.
Lo servo nelle sere d’estate, magari su un terrazzo, a uno di quelli che le amiche dicono "interessante" solo perché non ha fatto disastri evidenti.
Io lo so già come finirà, ma intanto mangiano. E mangiare bene, almeno quello, è una forma di rispetto reciproco.
Patate, pomodori, cipolla rossa, olive, capperi, acciughe. E lo sgombro.
Niente da spiegare, tutto da accettare. Come le isole: o ti piacciono o te ne vai.
Ingredienti
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sgombri freschi a filetti
2
lo sgombro che ti ha portato lui, e che tu lessi a casa in acqua e foglie di alloro, e poi delischi; se non te lo porta lui, vai a comprarlo tu dal pescivendolo. Escluso categoricamente lo sgombretto in scatola
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patate a pasta gialla
500 g
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pomodorini maturi
200 g
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cipolla rossa
1
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olive nere denocciolate
1 manciata
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capperi dissalati
1 manciata
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acciughe sott'olio
4
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olio extravergine di oliva
q.b.
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origano secco
q.b.
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sale
q.b.
Procedimento
1
Lessa le patate con la buccia. Falle raffreddare, poi pelale e tagliale a pezzi irregolari: la perfezione non è richiesta.
2
Taglia i pomodorini a metà, affetta sottilmente la cipolla e lasciala respirare qualche minuto (servirà anche a te).
3
Unisci in una ciotola capiente patate, pomodori, cipolla, olive e capperi.
4
Aggiungi le acciughe spezzettate con le mani: scioglieranno tutto, come certi silenzi ben piazzati.
5
Condisci con olio abbondante e una spolverata di origano. Mescola con calma.
6
Solo alla fine adagia sopra i filetti di sgombro, senza strapazzarli: hanno già dato.