Cheesecake di Barbabietola, Feta e Pistacchi: il piatto che chiede attenzione

Rosa, ma non tenera. Elegante, ma senza cercare consenso. Femminile, ma non accomodante. Moralmente discutibile, ma appetibile.

Non chiamatela cheesecake se cercate conforto. Questa non consola nessuno. Interroga.
È rosa, sì. Ma non è tenera. È dolce, ma solo all’inizio. Poi arriva il salato, poi l’amaro gentile del pistacchio, poi quella terra fredda della barbabietola che ti ricorda che non tutto deve piacere subito.
È il dolce (che dolce non è) che preparo quando qualcuno mi dice: "Non amo le sorprese". Perfetto. Allora siediti.

La Cheesecake di Barbabietola rossa, Feta e Pistacchi è un piatto da fine serata intelligente, da tavola dove si è parlato troppo e si ha bisogno di rimettere ordine nel palato.
L’ho servita una volta a un pranzo dove tutti aspettavano qualcosa di "carino". Silenzio assoluto al primo boccone. Al secondo, domande. Al terzo, rispetto.

Da servire assolutamente fredda ad inizio ma meglio a fine pasto, tagliata a fette nette (niente porzioni indecise!), con un bicchiere di vino bianco secco, minerale.
È una cheesecake che non cerca applausi, ma attenzione. E quando un piatto ti chiede attenzione, vuol dire che sta facendo il suo lavoro.

Scheda Ricetta

Ingredienti

  • taralli sugna e pepe 150 g quelli dolci? no! sugna e pepe! e passali al frullatore fino a farli diventare polvere!
  • burro salato 80 g fondilo a bagnomaria
  • feta greca 250 g quella vera, non addomesticata
  • formaggio cremoso 200 g evita le versione taroccate, preferisci quello al naturale
  • barbabietola rossa precotta 250 g non sottaceto, qui non si scherza
  • limone 1 solo la scorza grattugiata, quanto basta per tenere sveglio il piatto
  • pistacchi 2 manciate sgusciati e non salati, tritati grossolanamente
  • olio extravergine di oliva 1 filo niente sapori intensi e persistenti, meglio una varietà delicata
  • erbette 1 manciata o aneto (lo preferisco) o timo, uno dei due: scegli quale declinazione dare alla tua "cake"
  • sale q.b.

Procedimento

1
Mescola la "quasi polvere" di taralli con il burro fuso.
2
Premi il composto sul fondo di uno stampo a cerniera. Compatta bene: questa base deve reggere tutto, come certe amicizie. Metti in frigo a rassodare per almeno 30 minuti.
3
In una ciotola, lavora feta e formaggio cremoso insieme. Assaggia: se serve più carattere, aggiungi una macinata di pepe nero.
4
Estrai dal frigo la tortiera, spalma metà della crema di formaggi sulla base di taralli (SOLO la metà) e riponila nuovamente in frigo per almeno 30 minuti.
5
Nel frattempo, alla metà di crema di formaggi rimasta, aggiungi la barbabietola e la scorza del limone, e frulla fino a ottenere una purea liscia e un colore rosa che non chiede scusa. Assaggia: se serve sapidità, aggiungi un pizzico di sale.
6
Estrai dal frigo la tortiera, componi un nuovo strato con la crema rosa, cercando di livellarla quanto più possibile, ma senza accarezzare troppo (non è una torta da carezze!); e riponila nuovamente in frigo, questa volta per almeno 4 ore, meglio tutta una notte (le cose complesse hanno bisogno di tempo per diventare chiare).
7
Prima di servire, pistacchi tritati sopra, qualche nuvoletta di feta, un filo d’olio extravergine e qualche ciuffetto di aneto.
8
Taglia a fette nette. Niente porzioni indecise.