Cara Rosa, ho preso una cotta per un uomo-statua

Se ti fissano come un romanzo mai letto e senza proferir parola, non è destino. È timidezza. O peggio: confusione!

Cara Rosa,

sono una single che desidera un compagno di vita. Sei mesi fa ho incrociato un uomo, lo definirei un coetaneo. I nostri sguardi si sono incrociati con insistenza più volte. Finito lì. Dopo un mese l'ho rincrociato in spiaggia, in compagnia di una donna. Difficile capire se stessero insieme, ma spesso avevano discussioni accese (per le quali non parlavano in italiano ma in portoghese, in modo da non farsi comprendere dagli spiaggiati accanto). Ancora dopo due giorni l'ho incontrato ad un evento: anche in questo caso, continuava a guardarmi, insistentemente; e pure il mio sguardo finiva su di lui. Abbiamo fatto una specie di "balletto" per un po' per avvicinarci insieme al bar .... poi niente più. Più visto. Ma continuo a pensarlo, a sognarlo, a immaginarlo.
Mi sono presa una cotta per uno di cui non conosco neanche il nome? E se lo rincontrassi che dovrei fare?
Sii clemente :-D ... Ciao Rosa!

Luisa, 52 anni

Cara Luisa,

già ti adoro: una donna che sviluppa una crush intercontinentale su un uomo che parla portoghese solo per litigare meglio merita tutta la mia attenzione.
Partiamo con la diagnosi spietata, come piace a te:
1. "Ci guardiamo… ma non mi parla".
Classico caso di uomo-statua-lisboeta, rara specie mediterranea: ti fissa come un romanzo di Pessoa, ma non apre bocca nemmeno sotto minaccia di pastel de nata avariato. Un uomo che vuole interagire, lo fa. Questo invece ha scelto la disciplina olimpica dello sguardo insistente, rientrando con molta probabilità nella categoria degli "over 50 sentimentalmente spaesati".
2. La donna con cui stava?
Potrebbe essere: la compagna, l’amica, la sorella, la ex che non vuole accettare di essere "ex", oppure - ipotesi più probabile - la persona con cui litiga da anni senza essersi ancora lasciato perché gli piace la telenovela. Le coppie che litigano in portoghese sull’arenile sono come i gabbiani: rumorosi, territoriali e quasi sempre tornano insieme.
3. Il "balletto al bar".
Sì, amore mio, quello era un balletto. Il problema è che a un certo punto tu hai fatto l’unica cosa che non dovevi fare: non attaccare bottone. Lui ha pensato: "Ah, ok… forse non è interessata." Tu hai pensato: "Oddio ho fatto la figura della scema." Fine. Ed è rimasta solo la tua fantasia a produrre sequel notturni in streaming illimitato.
4. "Mi sono presa una cotta per uno di cui non conosco neanche il nome?".
Tesoro, hai 52 anni: sei legittimata, legalmente e moralmente, a prendere cotte dove ti pare. È uno dei vantaggi dell’età. Non devi giustificarti con nessuno: la biochimica non va in pensione.
5. "E se lo rincontrassi?".
E qui, mia dolce amichetta, arriva il punto. Se lo rincontri, dovrai: fermarlo con un sorriso; dire qualcosa di disarmante, tipo: "Mi scusi… ma noi abbiamo già litigato almeno tre volte con gli occhi. Presentiamoci, no?" Oppure, più sobria: "Ci siamo incrociati varie volte, e non ho mai avuto il coraggio di dire ciao. Rimedierei ora." Funziona sempre. Gli uomini ai 50 anni sono come le auto d’epoca: vanno messi in moto con decisione, oppure restano immobili a prendere polvere.
6. L’unica verità che devi davvero sentire.
Tu non ti sei innamorata di lui. Ti sei innamorata della possibilità di lui. Che è molto più sicura, molto più elegante… e molto meno impegnativa della realtà. Ma la realtà, se la vuoi, si prende così: parlando. Che è un’arte che tu - a differenza sua - sai già praticare benissimo.
Fammi sapere quando lo rivedi, che già me lo immagino a chiedersi come abbia fatto una "fanciulla" di 52 anni a fargli tremare i polsi con un semplice "ciao".

Tua, ironica ma affezionata,
Rosa Rosæ