Cara Rosa,
arrivo subito al punto: mia moglie si trascura e io non lo sopporto.
Siamo sposati da 5 anni e abbiamo un bambino di 2 anni; lavoriamo entrambi, stiamo bene, abbiamo un aiuto in casa, collaboriamo nella gestione della casa e del bambino, abbiamo famiglie di origine che ci danno una mano per avere del tempo libero solo per noi almeno una volta alla settimana.
Ma dopo il matrimonio, soprattutto dalla gravidanza, ha smesso di prendersi cura di sé. Niente più attività fisica, niente più parrucchiere, trucco, vestiti a posto. Un'escaletion. Sembra che abbia piacere ad essere sciatta, trasandata.
La guardo: è sempre bella, bellissima per me; è sempre una donna interessante, intelligente, spiritosa. Ma provo dispiacere a vedere che non si cura del suo aspetto.
Ho provato a parlarle: prima si metteva a ridere, ultimamente si infastidisce e allora non insisto più. Ma vorrei capire cosa le sta succedendo, se non sia il segnale di un disagio più profondo di cui non mi rendo conto.Fabrizio, 42 anni
Caro Fabrizio,
intanto grazie per aver scritto con la delicatezza di uno che vuole capire, non punire. È raro. Di solito arrivano messaggi tipo: "mia moglie è cambiata, come aggiorno il firmware?" Tu no. Tu sei inquieto, ma rispettoso. E questo è un buon punto di partenza. Ora però siediti, che arriva la parte meno comoda.
Quello che vedi tu non è ciò che vive lei. Tu dici "si trascura”.
Lei probabilmente vive una cosa completamente diversa: esaurimento, mentale prima ancora che fisico. Una gravidanza – e tutto ciò che ne consegue – NON è un intermezzo nella vita di una donna. È una rivoluzione ormonale, psichica, fisica, identitaria. Tu dici: "abbiamo aiuti". Perfetto. Ma il punto non è quanto lavoro materiale c’è da fare. È quanto lavoro invisibile si porta addosso lei. Tu vedi lo smalto non rifatto. Io vedo un sistema nervoso che sta trattando priorità come fossero bombe a orologeria.
Non si "trascura": si sta proteggendo da un sovraccarico. Quando una donna smette di mettere energie nell’apparenza, spesso è perché sta spendendo TUTTE le energie nella sopravvivenza emotiva. Maternità, lavoro, sonno rotto, ruoli in sovrapposizione. Tu dici "è sempre bella". Lei, magari, non si sente nemmeno persona, figuriamoci "bella".
La risata prima, l’irritazione ora: classico. Prima non voleva ferirti. Adesso è stanca anche di quello. Quando una donna non ha più neanche la forza di "gestire la sensibilità dell’altro", significa che qualcosa dentro si è stirato troppo. Non è colpa tua. Ma è un segnale.
La domanda giusta non è "perché non si cura?" ma "in cosa si sente sola?". Perché quando una donna si perde di vista, è quasi sempre perché sta sostenendo un peso che nessuno vede. E quando dici "mi dispiace vederla così", indirettamente le stai confessando "mi manchi tu, quella che eri". Ma lei forse non è più quella. E non per svogliatezza, ma per trasformazione.
Ora! La mossa che NON DEVI fare: chiederle di essere "come prima". La mossa che DEVI fare: smettila di parlarle del suo affetto e parlale del suo carico. "Come stai?", "Cosa ti pesa di più in questo periodo?", "Cosa ti farebbe respirare?", "Ti vedo stanca e non voglio che tu ti senta sola" .....
Quello che a una donna salva la pelle non è il parrucchiere: è la sensazione di poter cedere un attimo senza crollare.
Caro Fabrizio, molte donne, quando diventano madri, diventano anche invisibili a se stesse. E ritrovare la propria identità richiede tempo e sostegno, non giudizio. E per tornare a prendersi cura di sé, una donna ha bisogno prima che qualcuno… si prenda cura di lei.
Tu puoi essere quella persona. Se lo vuoi.
Con un sopracciglio alzato ma il cuore morbido,
Rosa Rosæ