Cara Rosa, mi vedo peggio di come mi sento

Bisogna innanzitutto piacere a se stessi senza chiedersi mai se si è abbastanza.

Cara Rosa,

non so se sei la persona giusta a cui chiedere consiglio, ma una collega mi ha girato il tuo blog e quindi eccomi.
Mi chiamo Gabriele, ho 45 anni, lavoro in un’azienda editoriale dove si parla tutto il giorno di "contenuti" che nessuno legge.
Da mesi mi sento attratto da una collega. È un po' più giovane di me, ironica, brillante, con due occhi che ti fulminano mentre parli di log-in e lei ti ascolta come se stessi leggendo un libro di poesie.
E io le ho scritto proprio una poesia. Una poesia sulla sua frangetta, ma non gliel’ho mai consegnata. Sì. Sono proprio quel tipo che scrive poesie che nessuno legge.
Il problema? Sono pelato (non rasato, ma proprio pelato perché ho perso i capelli), ho una pancetta resistente come l’editoria tradizionale che mi garantisce la sopravvivenza, e mi vesto come un tizio che ha confuso "normcore" con "disperazione casual".
Ogni volta che guardo lei, mi chiedo: come posso piacere a una donna così, se nemmeno io mi piaccio quando passo davanti allo specchio dell’ascensore?

Gabriele, 45 anni

Caro Gabriele,

che tenerezza che fai! Sei proprio uno di quei casi rari in cui la sincerità è commovente, oltre che clinicamente interessante. Ma andiamo per gradi.
Primo: la frangetta non è un segnale. È solo e soltanto un hairstyle, un taglio di capelli per intenderci. E pure uno dei peggiori. Solo un uomo invaghito può trasformarla in un evento estetico trascendente.
Secondo: tu non sei pelato. Tu sei un uomo che si aggrappa ai capelli interiori. Li pettini in versi, li sogni in rima. E finché pensi che basti la poesia a nascondere l’insicurezza, resti fermo lì: tra l’eccesso di cuore e il deficit di abbracci.
Terzo: la panza! Mio tenero cucciolotto: anche il fascino ha bisogno di un appoggio, quindi viva le panze di tutto il mondo!
E poi, sai cos’è sexy? Non l’addome scolpito a tartaruga. Ma l’autonomia dal giudizio.
Sai cosa attrae una donna brillante? Non il look da startup, ma la capacità di stare nella propria pelle come se fosse seta, anche quando è cotone stropicciato.
Quindi no, Gabriele, la tua priorità non è piacere a lei. Devi piacere innanzitutto a te stesso mentre ti versi il caffè, mentre scrivi la poesia che non stamperai in Garamond 12, mentre entri in ufficio e ti siedi senza chiederti se sei abbastanza.
Solo allora – forse – a Miss Frangetta capiterà di guardarti… e di pensare: "Ma guarda questo. Sembra calvo, invece è potente." E lì, caro mio, avrai già vinto.

Con impeto affettuoso,
Rosa Rosæ