Cara Rosa, mi prendono in giro perché non ho seno

La femminilità non si misura in centimetri di reggiseno, ma in grammi di cervello e in watt di personalità.

Cara Rosa,

ti ho scoperta perché le mie cugine si divertono moltissimo a leggere la tua Posta del Cuore e allora ho pensato che tu mi avresti aiutata. Scopriranno che ti ho scritto ma non è importante.
Ho un grosso problema: non ho seno. Ce l'ho ma è piccolissimo, quasi invisibile quando metto i maglioni o anche solo la camicetta. E i miei compagni di classe mi prendono in giro. Mi chiamano "l'asfaltata". Ma anche le mie compagne non sono molto simpatiche. Ho passato l'estate a sentirmene di tutti i colori. E ora che ricomincia la scuola mi sento angosciata. Ho provato con la ginnastica e con le creme, ma proprio non vengono fuori. Eppure a casa mia sia mia madre che mia sorella hanno il seno bello pieno. Però con tutto quello che si sente io non vorrei farmi l'operazione. I miei mi hanno detto di togliermelo dalla testa e prima che raccolgo tutti i soldi per il chirurgo sarò diventata vecchia.
Ma cosa posso fare per piacere ai miei compagni? Sono l'unica che ancora non ha il ragazzo. Ti prego dammi un consiglio.

Giuly, 15 anni

Cara carissima Giuly,

Vorrei correre da te e abbracciarti forte. E non per compassione ma per solidarietà. Il mio seno è diventato "visibile" a 35 anni, pensa te.
Quanto a "l’asfaltata" ... Tesoro mio, chiamali pure "i cretini con l’elastico": tra dieci anni avranno il collo da tacchino e la panza che scende e tu magari ancora una schiena dritta, e ne sarai orgogliosa.
Il seno piccolo non è un problema e neppure una condanna; è un carattere. Alcune donne non ne hanno quasi, altre lo hanno abbondante. Punto. Non è un difetto, non è una malattia, non è una vergogna. È genetica, come avere gli occhi verdi o i capelli ricci. E se tua madre e tua sorella sono diverse da te, pazienza: per fortuna, la natura non distribuisce fotocopie, ma varianti. Non viene fuori con ginnastica, creme o preghiere al dio delle tette. O cresce, o resta così. E sai la verità? Non c’è niente di male. La femminilità non si misura in centimetri di reggiseno, ma in grammi di cervello e in watt di personalità.
E poi, non per dire, ma ci sono donne che diventano icone proprio per la loro silhouette minuta. Conosci Kate Moss? Conosci Keira Knightley? Non hanno mai vinto concorsi di "reggiseno imbottito", eppure sono diventate "iconiche". Fascinosissime. Perché il vero fascino, mia dolce Giuly, è come entri in una stanza, come tieni la testa alta, come rispondi a chi ti punzecchia. Non avere ancora il ragazzo non c’entra nulla con il seno: c’entra con la tua sicurezza, che adesso vacilla perché sei bombardata da prese in giro. Fidati: a un ragazzo interessano la tua voce, la tua risata, il tuo sguardo quando si accorge che ti piace.
I tuoi compagni ridono perché non hanno fantasia, e le tue compagne perché sono terrorizzate di non essere all’altezza loro stesse. Tu invece hai una fortuna: non ti riduci a due pezzi di carne, ma a ciò che sei. Non devi piacere a scuola: devi piacere a te stessa. E, credimi, il giorno che lo capisci, la fila di ragazzi non ti mancherà.
L’operazione? Dimenticala. A 15 anni sei un’opera d’arte ancora work in progress, non una bozza da correggere col bisturi. La chirurgia serve a chi è infelice di sé dopo aver già vissuto, non a chi deve ancora iniziare.
Quindi la prossima volta che ti dicono "asfaltata", sorridi orgogliosa e rispondi "Meglio asfaltata, che zucca vuota come te". La sicurezza spiazza sempre più delle forme.

Con affetto caustico,
Rosa Rosæ