Cara Rosa,
a giugno ho incontrato in piscina un tipo che non smetteva di guardarmi. Ho pensato di avere qualcosa fuori posto: non mi capita mai che qualcuno mi presti attenzione. Due mesi dopo, a un concerto, lui stava al tavolo accanto al mio ed era solo. Io invece stavo con due amici. Anche in quell'occasione non faceva altro che fissarmi e se ne sono accorti anche i miei amici: quando mi sono alzata per sgranchirmi le gambe, lui continuava a guardare. Io mi giravo di scatto e incrociavo il suo sguardo. Mi sono talmente imbarazzata che sono andata via. Ma nella mia testa è tornato spesso. Ho provato a cercarlo nei posti dove l'avevo incontrato. Poi qualche settimana fa, una sera che ero in pizzeria con le mie amiche, l'ho rivisto.
Insomma mi piace un sacco. Che faccio? Sono passati sei mesi da quando l'ho visto la prima volta, ma mi piace davvero tanto.
Se lo rivedo posso farmi avanti? Come? Giuro che non mi è mai capitato di essere guardata così e soprattutto di sentire una specie di calamita.Maura, 49 anni
Cara Maura,
Prendo atto che ci sia un'epidemia in corso, anzi due. Quella degli uomini-statua-lisboeta e quella delle donne che s'imbarcano per gli uomini-statua-lisboeta. Tutti questi mesi di suspense da telenovela messicana per uno che ti ha lanciato sguardi da piscina e da pizzeria?! Capisco l’agitazione, ma permettimi: o il tizio è un novello Casanova che punta tutto sull’ipnosi ottica, o semplicemente ha lo sguardo vacuo da carpa koi.
Parli di "calamita". Occhio: non è detto che il magnetismo sia reciproco. A volte non è chimica, è cataratta.
Ora, se davvero ti piace, non c’è bisogno di un manuale di spionaggio. Se lo rivedi, la mossa è semplice: un sorriso, un "Ciao, ci siamo già incrociati, vero?". Fine. Non serve piantarti con gli occhi a cuoricino come fossi sotto il palco di Vasco Rossi, né organizzare ronde nei luoghi dove "forse" passa. Se ti risponde con entusiasmo, bene. Se ti guarda come se fossi la cameriera che porta il conto, archivia immediatamente il fascicolo.
Ma soprattutto, cara Maura: non confondere l’essere fissata con l’essere desiderata. Le statue nei musei sembrano fissarti ad oltranza, ma restano di marmo.
Quindi sì, buttati pure. Ma con la consapevolezza che a 49 anni la vera calamita devi essere tu: magnetica, lucida, e capace di dire "O mi parli, o smetti di fissarmi!".
Con affetto pungente,
Rosa Rosæ