Cara Rosa,
il mio uomo ha 42 anni, ed è sposato da otto.
Ci siamo conosciuti un anno fa a un evento sul design urbano, abbiamo parlato di panchine, di città e di poesia urbana, e da quel giorno ho iniziato a vederlo con occhi diversi. Dopo tre mesi di relazione mi ha finalmente "chiarito" di essere sposato.
Relazione, se così si può dire: due giorni fissi a settimana, momenti rubati, messaggi poetici, una complicità che non ho mai provato con nessuno. Due mesi fa l’ho affrontato, gli ho detto che mi sono innamorata, che avrei voluto passare più tempo insieme, che avremmo dovuto immaginare un nostro futuro da coppia. Lui è stato gentile, ma chiaro: "Tu potrai essere al massimo la mia accompagnatrice, perché io una compagna ce l’ho già."
Eppure, cara Rosa, io sento che lui è il mio uomo. Lo conosco. So che un giorno si renderà conto che siamo fatti per stare insieme. Non posso credere che un sentimento così intenso sia destinato a niente. Sbaglio?Irene, 34 anni
Cara Irene,
non sbagli. Sei proprio in torto marcio!!!
Tu non stai aspettando un uomo: stai aspettando un miracolo!!!
Ti ha detto la verità, non la versione maschile sfumata in ambiguità lirica, non la menzogna dolce con postille notturne, ma una frase che sarebbe degna di un cartello stradale: "Io ho già una compagna. Tu, al massimo, puoi accompagnarmi." Traduzione: sei la colonna sonora, non il film.
E sai qual è la cosa peggiore, Irene? Che tu non sei cieca. Tu sei visionaria. Hai proiettato su quest’uomo le tue attese, i tuoi ideali, i tuoi bisogni d’amore come si fa su un muro bianco che ti restituisce solo la forma del vuoto. Tu parli di "complicità". Lui parla di logistica. Tu scrivi poesie mentali. Lui fa incastri orari. Tu sei innamorata. Lui è comodo. E un uomo comodo non cambia casa se gli funziona la connessione Wi-Fi e trova le ciabatte sotto il letto esattamente dove vuole.
Irene, amore mio: non aspettare chi ti ha già messo in coda. E smettila di credere che il destino sia una serie TV dove l’amante trionfa dopo sette stagioni. Nella vita reale, l’amante invecchia aspettando, e quando lui resta solo ne sceglie un’altra, e che non sei tu
(ti ha già catturata, assaggiata e digerita).
Con lucida esasperazione,
Rosa Rosæ