Strato dopo strato, come atti di un'opera lirica, ti trascina in un crescendo di desiderio, finché la forchetta affonda e l’orchestra tace.
La melanzana, umile e un po’ amara, si traveste da diva: fritta, dorata, si concede al pomodoro come un soprano che si getta tra le braccia del tenore. Poi arriva la mozzarella che si scioglie in lacrime bianche, il parmigiano che la incorona di gloria, e il forno che, come un direttore severo, tiene insieme la follia collettiva.
La parmigiana di melanzane va servita fredda come la vendetta. Perché solo a riposo gli strati si assestano e mostrano il loro vero volto.
Calda è passione cieca, fredda è calcolo spietato. Il giorno dopo si taglia meglio, si gusta più intensamente, resta nella memoria.
La parmigiana non è leggera, ma è una goduria. Ti mette in ginocchio e poi ti lascia lì, sazio e colpevole, a chiederti perché l’hai amata sapendo che ti avrebbe rovinato. Al suo cospetto non si ha scampo: nessuno ricorda chi fosse seduto a tavola, tutti ricordano la parmigiana. Perché lei, sì, sa farsi amare e odiare allo stesso tempo: come tutte le grandi dive.
Ingredienti
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melanzane lunghe
5
sì quelle lunghe, le preferisco alle viola; lunghe come le promesse non mantenute
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farina
q.b.
per dare spessore ai torti
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uova
4
sbattute, come la pazienza
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olio di semi
q.b.
per friggere: deve essere bollente, bollentissimo, come la rabbia repressa
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salsa di pomodoro
1 lt
ripassata in padella per diventare densa: va cotta molto lentamente come l'elaborazione del lutto amoroso
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mozzarella fiordilatte
tagliata a fette; varietà filante come le scuse patetiche
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basilico fresco
q.b.
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parmigiano reggiano
q.b.
Procedimento
1
Taglia le melanzane a fette. Come hai tagliato con lui, ma stavolta senza ripensamenti.
2
Infarinale, passale nell’uovo, ripassale nella farina e friggile. Senza pietà. Questa è vendetta, non cucina ayurvedica.
3
In una teglia, dopo aver unto il fondo con la salsa, stratifica nell'ordine: melanzane, salsa di pomodoro, mozzarella, parmigiano. Come nei tuoi ricordi, uno sopra l’altro, fino all’esaurimento emotivo (o degli ingredienti).
4
Inforna a 200° per 30 minuti, o fino a doratura. Intanto puoi rileggere quella chat in cui scriveva "ti meriti di meglio".
5
Lasciala raffreddare (meglio se la riponi in frigo e la mangi l'indomani).
6
Adotta uno sguardo glaciale e gustala: non aggiusterà il cuore, ma lo riempirà di cose buone.