Persiste il caldo ed è inversamente proporzionale alla voglia di spadellare. La caprese (la pietanza mozzarella e pomodoro) salva.
Ma la caprese tradizionale è una cartolina dalla Positano degli anni Sessanta: carina, solare, turistica. Ed è stato necessario reiventarla, perché diventasse un esplicito invito verso la camera da letto con vista sul Vesuvio.
La Caprese a modo mio si manifesta lentamente: la crema di basilico è lingerie di seta, invisibile ma decisiva; i crostini di pane e il datterini sono i piccoli e sfrontati tocchi dei preliminari; la mozzarella di bufala è l'oggetto del desiderio a cui basta lanciare un'occhiata per capire che il peccato di gola vale la pena; l'acciughina è la parola sussurrata, salata, indecente, impossibile da ignorare.
Solo così mozzarella e pomodoro di ventano protagonisti dal temperamento sanguigno.
La mozzarella di bufala è la regina grassa e bianca del Sud, tonda e lucida come una luna piena.
Non ha bisogno di travestimenti: basta che la tagli appena e già si offre lattiginosa, sensuale, senza pudore.
È il corpo che dominante, morbido ma con carattere.
Il pomodoro è il frutto di sangue e di sole. Rosso, carnoso, democratico: si lascia mordere crudo, si lascia cuocere fino a diventare memoria d’infanzia.
È il cuore del Mediterraneo, il bacio che macchia la tovaglia ma ti fa sorridere lo stesso. Non mente: se è buono, ti conquista; se è cattivo, ti tradisce.
E se il pomodoro è datterino, il sapore diventa infinito.
Mozzarellina di bufala e datterino "funzionano" anche da single, ma se li metti insieme danno scandalo come amanti clandestini che hanno smesso di nascondersi.
Il loro matrimonio è la prova provata che certe passioni, se benedette da basilico e olio buono, diventano eternità.