Cara Rosa, amo una donna sposata che mi ha lasciato

La lezione più dura? Non basta amare, serve che ognuno sia disposto a pagare lo stesso prezzo.

Cara Rosa,

ho smesso da tempo di capire ad ogni costo le donne, ma l'ultima storia mi ha messo davvero alla prova.
L'ho conosciuta tre anni fa nel mio ambiente di lavoro. Affascinante, solare, ironica. Diciotto anni più grande di me e sposata. Non mi sono neanche permesso di pensare a una storia con lei: inarrivabile, troppo per me. Finito l'incontro di lavoro, ognuno è tornato a casa propria, a 700 chilometri di distanza. Qualche settimana dopo ha cominciato a scrivermi, prima per questioni puramente professionali, poi sempre più esplicitamente per flirtrare.
Per quasi un anno, pur lusingato, ho tergiversato: la pensavo e la desideravo anch'io e allo stesso tempo mi sembrava tutto un paradosso perché sarebbe potuta essere mia madre, perché aveva marito e figli, perché era davvero tanto più di quanto non potessi essere io. Per quasi un anno, nonostante il desiderio fortissimo, ho cercato di farla desistere, a volte ignorandola, a volte rispondendole anche in maniera non proprio elegante. Lei invece non ha mai smesso di cercarmi, di chiedermi come stessi, di corteggiarmi.
Dopo un anno ci siamo visti e ci siamo amati, e così almeno una volta al mese, o da me o a metà strada. Ci siamo sentiti tutti i giorni, raccontandoci, progettando gli incontri futuri, la vita che avremmo voluto vivere insieme. Avevo avuto due storie, importanti sì, ma mai così intense. Eppure ho sempre avuto chiaro, per tutto questo tempo, che lei non avrebbe mai lasciato suo marito: per pigrizia, per dedizione, per affetto. Ma sono stati due anni in cui mi sono sentito amato e ho amato come non mi era mai capitato.
Poi per due mesi le nostre telefonate quotidiane si sono diradate, non siamo riusciti a vederci per impegni stringenti di entrambi e, il mese scorso, quando finalmente ci siamo incontrati, mi comunica, dopo aver fatto l'amore con la passione di sempre, che è l'ultima volta. Punto. Nessun'altra spiegazione.
Mi sento a pezzi, mi manca, sono tentato di andare da lei per portarmela via o per farle una scenata di gelosia. Perché se prima mi obbligavo a digerire che stesse con suo marito, ora impazzisco a pensarla in un letto con lui. Mi ritrovo a pensare di chiamarlo e raccontargli tutto, per rabbia, per vendetta.
Possibile che i suoi sentimenti per me siano stati così fragili e aleatori da non meritarmi neanche una spiegazione?
Possibile che non sia stata sincera? E allora perché corteggiarmi così tanto se il suo amore per me non era reale?
Sono stato solo una pedina, un passatempo? Cosa mi sfugge di questa storia?

Sergio, 39 anni

Caro tenerissimo Sergio,

le tue domande sono nobili.
"Perché mi ha corteggiato così tanto, perché mi ha amato con passione, se poi mi ha lasciato senza spiegazioni?". La risposta è brutale: perché poteva.
"Perché non è stata sincera?". Perché la sincerità non è inclusa nel pacchetto adulterio, caro mio. C’è l’adrenalina, c’è il sesso bollente, c’è l'amore sussurrato tra un week-end rubato e l’altro.
Ma la garanzia "vita insieme per sempre" non era nel contratto.
Ti sei innamorato di una donna sposata, più grande, che ti ha inseguito con tenacia. Non per gioco, non per capriccio, ma perché aveva bisogno di evadere dal suo matrimonio. Tu eri la finestra aperta: aria fresca, passione, conferme. Eri reale, sì, ma non sei mai stato il progetto.
Non è che i suoi sentimenti fossero "fragili": erano semplicemente limitati. Lei ti ha amato (e probabilmente ti ama ancora) nella misura in cui non metteva in crisi la sua vita ufficiale. Dentro la cornice della clandestinità, tu eri il capolavoro. Fuori da quella cornice, eri la bomba atomica che lei non ha mai voluto sganciare.
E allora perché ora ti ha mollato di colpo? Forse perché il rischio stava diventando ingestibile. Forse perché il marito ha fiutato qualcosa. Forse perché lei stessa ha sentito che le emozioni iniziavano a diventare troppo serie, e ha scelto la sua "pigrizia affettiva" (come la chiami tu) piuttosto che la rivoluzione.
Vuoi andare a fare la scenata? Vuoi confessare tutto al marito? Bravo: così da amante diventi caricatura. Non umiliarti. Non regalare la tua disperazione come spettacolo gratuito.
La verità che ti sfugge è questa: non sei stato un passatempo. Sei stato un amore vero, ma circoscritto. Due anni intensi che hanno significato tantissimo per lei nel suo spazio proibito. Ma non hai mai avuto il resto. E non l’avrai.
Ora ti manca e ti lacera. Normale. Ma se davvero l’hai amata, non sporcare quello che è stato con vendette e sceneggiate da teatrini di infimo ordine. Non lo meritate entrambi. Prendi questa esperienza per quello che è stata: un dono meraviglioso e velenoso, che ti ha fatto provare l’amore come mai prima.
E che ora ti insegna la lezione più dura: non basta amare. Serve che ognuno sia disposto a pagare lo stesso prezzo.

Con affetto caustico,
Rosa Rosæ