Cara Rosa,
sei anni fa sono rimasto vedovo con una bambina di undici anni. Prima di morire mia moglie ha fatto firmare una carta a me e ai suoi genitori perché voleva essere sicura che quando se ne andava, nostra figlia continuava a stare bene e quindi quando è morta, siccome io faccio un lavoro con turni molto complicati, mia figlia è andata a vivere con i nonni materni che vivono nella casa accanto. Anche se io la vedo praticamente tutti i giorni e ci vogliamo tanto bene.
Ma da quando mia moglie è morta io mi sono sentito molto solo e soprattutto il primo periodo ti confesso che avevo una specie di ossessione per il sesso. Così ho cominciato a frequentare dei siti di incontri e dopo qualche mese ho conosciuto una donna russa. Abbiamo chattato per mesi e poi io le ho proposto di venire in Italia, nel piccolo paese dove vivo io: le ho pagato il biglietto dell'areo, le ho detto che l'avrei ospitata e che se non si trovava bene le avrei fatto anche il biglietto per ritornare in Russia.
Quando è arrivata era molto contenta, e dopo qualche settimana mi ha detto che voleva restare per costruire una relazione seria e magari sposarci. A questo punto allora io ho deciso che doveva conoscere mia figlia e i miei suoceri. Devo dire che sia mia figlia che i miei suoceri, a parte all'inizio che erano un poco spaesati, poi hanno fatto tanti passi verso di lei, ma lei è rimasta sempre molto fredda e non voleva che mia figlia entrava in casa senza avvertire perché diceva che non abitava lì e quindi doveva fissare un appuntamento con me.
Le prime volte io le ho spiegato con calma la situazione perché anche se mia figlia vive nella casa dei nonni quella è la sua casa e può entrare e uscire tutte le volte che vuole. Anche perché mia figlia viene a casa di solito quando ci sono io per stare un poco con me o perché giù nella cantina ha il suo piccolo laboratorio dove dipinge o fa i quadri con le stoffe. E mia figlia, da quando è arrivata lei, cerca di essere sempre discreta, suona il campanello prima di entrare e se è sera telefona o manda un messaggio prima per non disturbare caso mai se siamo nell'intimità. E quindi io non riesco a dare ragione alla mia compagna e a un certo punto le ho detto che doveva smetterla di creare questioni con mia figlia.
Poi è successa una cosa ancora più grave. Io sono stato spostato nella sede di lavoro del paese dove vivo e i turni sono diventati più semplici, quindi sto più spesso a casa e vedo di più sia lei che mia figlia. Ma ho scoperto che quando sono al lavoro lei si ubriaca. E l'ho scoperto perché un giorno ho visto che erano state bevute tutte le bottiglie di vino e di grappa che c'erano nella cantina e che le aveva messe a posto come se erano ancora piene. Quindi era una cosa che durava da quasi un anno.
Io ho cercato di parlarle, di capire se si sente sola, cosa non va, e che forse è meglio che trova un lavoro così si impegna e si dedica a qualcosa, ma lei si è offesa.
Ora questa situazione non può più andare avanti così. Io non mi fido, non voglio sposarla e glielo ho detto, e lei mi dice che sono uno stronzo che ha approfittato e vuole le sue tutele. Cosa faccio Rosa? Un poco mi sento in colpa perché sono io che le ho chiesto di venire in Italia, ma non ho mai approfittato di lei: vive nella mia casa, ha una donna che pulisce due volte alla settimana, non le ho mai fatto mancare niente e le ho sempre detto che prima di sposarci dovevamo capire se davvero eravamo compatibili. Come mi comporto? Devo andare da un avvocato?Ivano, 47 anni
Caro Ivano,
qui non serve la lente d’ingrandimento sentimentale: serve l’estintore, perché la situazione è già in fiamme e tu ci stai passando in mezzo in maglietta e ciabatte.
Tu ti senti in colpa. Lei si sente tradita. Tua figlia cammina in punta di piedi in casa propria. I tuoi suoceri stanno zitti ma hanno già invocato tutti i santi disponibili.
E tutto questo perché? Perché una relazione nata sulla solitudine e sull’emergenza è stata trattata come se fosse nata sulla stabilità. Per carità, non sei un mostro: sei un uomo che ha sofferto, che ha avuto paura della solitudine, che ha cercato calore nel modo più veloce che aveva a disposizione. E ci sta. Ma ora è arrivato il conto. E il conto, come sempre, è salato.
Le cose importanti, teniamole però ben dritte e strette.
1) Tua figlia è la priorità assoluta. Non si discute. Non si negozia. Non si appuntano orari di visita. Se una donna entra nella tua vita e vede tua figlia come un’intrusa, quella relazione è già finita. E, te lo dico da donna: non è cultura russa, non è timidezza, non è adattamento. È territorialità sbagliata.
2) L’abuso di alcol non è un dettaglio. È un problema serio, vecchio, e non lo risolvi con "trova un lavoro" o "non sentirti sola". Una persona che beve di nascosto, rimpiazza bottiglie e finge che niente sia successo, non è in una relazione sana. Né con te, né con se stessa.
3) Tu non l’hai ingannata. Le hai offerto casa, sicurezza, presenza. Non le hai promesso nozze lampo, non le hai nascosto tua figlia, non le hai sottratto denaro. Quindi quando ti dice che "hai approfittato"… no. È la sua rabbia che parla, non la verità. E se ora lei pretende tutele, devi proteggerti. E questo significa che, sì!, devi parlare con un avvocato. Non per farle del male, ma per evitare che la storia degeneri in accuse assurde o richieste economiche fuori scala. È un atto di prudenza, non di guerra.
Questi sono i tre punti fermi. E adesso veniamo a te. Hai perso tua moglie, ti sei trovato solo con una figlia adolescente, hai cercato qualcuno che ti scaldasse la vita. Non c’è niente di sbagliato in questo. Sbagliato è restare in una relazione che non ti dà fiducia, non dà serenità a tua figlia e ti mette persino paura.
La domanda non è "Cosa faccio con lei?", ma "Come proteggo me e mia figlia?". La risposta è semplicissima, anche se non è indolore: metti distanza fisica, emotiva, abitativa; chiedi supporto legale; non cercare di fare il salvatore perché, al punto in cui mi racconti di essere, non puoi curare chi non vuole curarsi.
E ricordati una cosa che uomini come te dimenticano troppo spesso: avere compassione non significa sacrificarsi. Tu hai già dato abbastanza. Ora devi proteggere ciò che è tuo: la tua serenità, tua figlia, la tua casa.
Il resto? Si sistema. Sempre. Magari non come avevi immaginato… ma spesso molto meglio.
Con un abbraccio schietto e senza zucchero,
Rosa Rosæ