Cara Rosa, mio marito ha una cotta per la Bertè

Tuo marito non è impazzito. È semplicemente un fan attempato, e il fanatismo, a qualunque età, tende a diventare patetico.

Cara Rosa,

non so neanche perché mi sono convinta a scrivere a una sconosciuta, ma deve essere perché sono davvero disperata.
Sono ormai più di trent'anni che mio marito (sposati da trentasei) vive una vera e propria regressione adolescenziale: è innamorato cotto di Loredana Bertè. A settantadue anni passa ancora il suo tempo libero che, da quando è in pensione, è praticamente l'intera giornata, a guardare i video dei suoi concerti o delle sue esibizioni dagli archivi Rai, sia del tempo che fu che più recenti, anche adesso che la Bertè è più decrepita di me.
Più di una volta l'ho visto spostare e inclinare la testa come se potesse guardarle sotto la gonna! Ma è impazzito? Continua a dire che è la sua cantante preferita, e quando gli faccio notare che, forse, più che per le doti canore lui pensi ad altre qualità, nega e si arrabbia, rispondendomi "se fossi brutta, allora, non avresti nulla da dire?".
Ma è possibile che un settantenne passi ore e ore a spippolare sul computer o sul cellulare per spiare la sua cotta? Come se fosse un ragazzino in preda a una tempesta ormonale?
Da qualche mese mi minaccia che la prossima estate si farà, "lui da solo", il tour di tutti i concerti della Bertè in giro per l'Italia e prenderà il posto sotto il palco.
Aiutami. È rimbambito o mi provoca? Oppure devo preoccuparmi che abbia qualche degenerazione senile?

Anna, 68 anni

Cara Anna,

non disperarti: tuo marito non è malato, è semplicemente ridicolo.
A settant’anni ha scelto la via del "teenager vintage": invece di lucidare la Vespa 50 o collezionare figurine Panini, si eccita con i video della Bertè. Peggio per lui: almeno la Vespa la puoi parcheggiare in garage.
Il suo guardare sotto la gonna attraverso lo schermo? Non è degenerazione senile, è solo l’arte sublime di chi confonde YouTube con un peep show. Quanto alle ore spese a "spippolare" (adoro il verbo), ringrazia che lo faccia sul computer e non sul tuo corpo: significa che hai più tempo libero per te.
La sua frase filosofica "se fosse brutta, allora, non avresti nulla da ridire?", caro il mio tesoro, non è un’argomentazione, è il classico sofisma del maschio che si crede arguto: il nulla travestito da logica.
E sul tour dei concerti? Lascia che ci vada. Regalagli pure i biglietti in prima fila, tanto non c’è pericolo: Loredana non se lo filerà nemmeno con un telescopio. Magari, sotto al palco, gli scroccheranno pure qualche spallata salutare per le calcificazioni.
La vera questione, Anna, non è lui: sei tu che gli concedi di occupare tanto spazio mentale. Lascia che consumi il suo feticismo da ragazzino frustrato: tu, nel frattempo, vai a ballare, iscriviti a un corso di tango argentino, concediti un flirt mentale con qualcuno che almeno non sia nato nel secolo scorso con la parrucca blu.
In sintesi: tuo marito non è impazzito. È semplicemente un fan attempato, e il fanatismo, a qualunque età, tende a diventare patetico.
La vera cura? Ignoralo con la stessa indifferenza con cui la Bertè ignorerà lui.

Con affetto caustico,
Rosa Rosæ