Cara Rosa, mi sento un'ombra ma lei mi piace

Quando si è ancora capaci di innamorarsi, il peggio è già stato evitato: diventare un cadavere che cammina.

Cara Rosa,

sono un vecchio avvocato andato forzatamente in pensione: una brutta depressione dopo che mia moglie mi ha lasciato sei anni fa. Grazie ai miei due figli e agli amici, e a una lunga terapia, ho ricominciato a star meglio da un anno. Un mese fa ho conosciuto una donna: più giovane di me di circa quindici anni, bella, elegante, solare e soprattutto molto intelligente e sempre pronta all'ironia. La incontro spesso insieme al gruppo di amici con cui ci si vede il fine settimana. Me ne sono innamorato.
Ma ho anche una grande paura. Anzi molte grandi paure. Sono l'ombra di quel che ero, soprattutto abbastanza palloso, lo riconosco. E ho paura di prendermi una batosta che forse non sarei in grado di reggere. Che faccio?

Giampiero, 68 anni

Caro Giampiero,

hai vissuto depressione, abbandono, pensione forzata: roba che stroncherebbe anche un toro da corrida. Eppure sei ancora qui, scrivi, ti innamori. E già questo dovrebbe farti capire che sei meno "ombra" di quanto ti racconti.
Quanto al tuo timore di essere "palloso": benvenuto nel club. Lo siamo tutti. La differenza è che alcuni lo compensano con ironia, altri con un bel completo sartoriale, altri ancora con la faccia tosta. La noia non è mai un impedimento: è un ingrediente, e va cucinato bene.
La vera questione è la paura della batosta. Tu la vedi come un colpo di grazia; io la vedo come fisioterapia emotiva. Se ti innamori e va male, non muori: ti alleni. Se ti innamori e va bene, ti ringiovanisci di vent’anni. Il rischio non è cadere, ma restare fermo a guardare il vuoto.
Quindi che fare? Semplice: non scriverle un trattato, non dichiararti come un adolescente. Falla ridere, portala a cena, lascia che sia lei a decidere se il tuo "palloso" sia più affascinante che fastidioso.
Perché, caro mio, alla fine tutte le storie d’amore si giocano su questo: se la tua noia si incastra bene con la sua.
E ricordati: se a 68 anni sei ancora capace di innamorarti, la batosta peggiore l’hai già evitata: diventare un cadavere che cammina.

Con ironia spietata,
Rosa Rosæ